Qual è la differenza tra regime forfettario e semplificato per la ristorazione?
La differenza tra regime forfettario e regime semplificato per la ristorazione riguarda soprattutto chi può usarli, come si calcolano le tasse e quanta burocrazia devi gestire. La scelta non è solo fiscale, ma anche strategica rispetto a forma societaria, volumi attesi e livello di costi reali del ristorante.
Regime forfettario: quando conviene
Il regime forfettario è un regime agevolato pensato per persone fisiche con partita IVA individuale (ditta individuale o ditta “micro”), con ricavi entro 85.000 euro annui. Per molti piccoli ristoranti, street food, bistrò o attività di avvio può essere una soluzione interessante.
- Reddito tassato in modo forfettario: non deduci le spese reali, ma applichi un coefficiente di redditività ai ricavi e su quello paghi un’imposta sostitutiva (di norma 15%, 5% per nuove attività che rispettano i requisiti).
- Niente IVA in fattura, niente ritenute d’acconto, niente addizionali regionali e comunali, contabilità molto semplificata.
- Non puoi però scaricare le spese effettive (affitto, utenze, attrezzature, materie prime, consulenze) ma solo i contributi previdenziali obbligatori.
Per un’attività di ristorazione con costi elevati e investimenti importanti (cucine professionali, arredi, personale) questa limitazione può diventare penalizzante già oltre una certa soglia di fatturato.
Regime semplificato: più deduzioni, più adempimenti
Il regime semplificato è un regime contabile “ridotto” rispetto all’ordinario, ma con tassazione IRPEF a scaglioni e IVA ordinaria. È adatto a imprese individuali e società di persone che superano i limiti del forfettario o che hanno molti costi da dedurre.
- Reddito determinato per cassa: differenza tra ricavi incassati e costi pagati (materie prime, affitti, utenze, attrezzature, consulenze, contributi, ecc.).
- Si applicano le aliquote IRPEF progressive più addizionali regionali e comunali, oltre a IVA, IRAP e altri obblighi ordinari.
- Occorrono registri IVA, registri incassi/pagamenti, fatturazione elettronica, gestione ritenute d’acconto e più adempimenti contabili rispetto al forfettario.
In cambio hai la possibilità di dedurre e detrarre le spese reali del ristorante (costi del personale, materie prime, leasing attrezzature, mutui, ecc.), cosa che diventa determinante per locali strutturati con fatturati più alti.
Forma societaria e crescita del ristorante
Per chi apre un’attività di ristorazione spesso il dubbio è: partire “leggeri” con ditta individuale in regime forfettario o strutturarsi subito (es. SNC, SAS, SRL) con contabilità semplificata/ordinaria.
- Forfettario: di fatto riservato a persone fisiche, con limiti di ricavi e di spese per personale; non è adatto a società strutturate con più soci o grandi investimenti.
- Semplificato: si sposa meglio con forme societarie tipiche della ristorazione (società di persone) και con piani di crescita che prevedono più coperti, più personale e attrezzature professionali importanti.
Se prevedi di restare piccolo, con pochi coperti e costi contenuti, il forfettario può darti semplicità e imposta ridotta. Se invece investi seriamente in cucina, sala e attrezzature per ristoranti e hotel (forni, linee cottura, abbattitori, lavastoviglie industriali), il regime semplificato spesso diventa più coerente, perché ti consente di valorizzare fiscalmente questi costi.
Come orientarsi nella scelta
La domanda “Qual è la differenza tra regime forfettario e semplificato per la ristorazione?” va letta sempre alla luce del progetto reale: numero di coperti, livello di investimenti, presenza di personale, tempi di crescita.
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- Se sei all’inizio, con volumi contenuti e struttura molto snella, il forfettario può essere un buon “regime di avvio”, da monitorare man mano che crescono fatturato e costi.
- Se già prevedi ricavi medio‑alti, più soci o dipendenti, contratti di leasing e acquisti consistenti di attrezzature e arredi, valutare da subito il regime semplificato (o ordinario) con un commercialista esperto in ristorazione è spesso la scelta più lungimirante.
In ogni caso è utile farti fare simulazioni numeriche personalizzate (con dati di fatturato, costi, investimenti e forma societaria) per capire quale regime fiscale supporta meglio lo sviluppo del tuo ristorante nel medio periodo.


